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Sala del Medioevo

30 - 31/07/2009

Inaugurazione della Sala del Medioevo a Palazzo dei Conservatori

La Sala del cinquecentesco Archivio Capitolino del Palazzo dei Conservatori, recentemente restaurata, ospita la nuova Sala del Medioevo dei Musei Capitolini, con un suggestivo allestimento del monumento onorario di Carlo I d’Angiò.

Un’importante novità arricchisce il costante percorso innovativo dei Musei Capitolini.
Grazie all’impegno della Sovraintendenza Comunale, sarà aperto al pubblico un altro spazio di grande interesse storico-artistico: la Sala del Medioevo, allestita al primo piano del Palazzo dei Conservatori nel cinquecentesco ambiente dell’antico Archivio Capitolino.
Protagonista della Sala è la Statua di Carlo I d’Angiò, re di Sicilia e Senatore di Roma, attribuita allo scultore e architetto toscano Arnolfo di Cambio.
Originariamente dipinta con brillanti colori e impreziosita da dorature, era l’elemento più significativo di un Monumento onorario dedicato al sovrano angioino in Campidoglio intorno agli anni 1275-1277. Carlo I d’Angiò (1226-1285), fratello del re di Francia Luigi IX, fu incoronato a Roma re di Sicilia nel 1266. Nominato per la prima volta Senatore di Roma nel 1265, rivestì la stessa carica nel decennio 1268-1278 e poi negli anni compresi tra il 1281 e il 1284. Il Monumento onorario, secondo recenti studi, fu probabilmente realizzato negli anni in cui Carlo d’Angiò ottenne per la seconda volta il titolo di Senatore di Roma, tra il 1268 e il 1278. Alcuni studiosi suggeriscono che fosse destinato ad essere collocato all’interno della grande aula medioevale del primo piano del Palazzo Senatorio (attuale Aula di Giulio Cesare), dove il Senatore, o un suo vicario, amministrava la giustizia civile e penale.
La monumentale scultura del re, ricavata da un frammento di trabeazione antica, è presentata al pubblico in un nuovo, suggestivo allestimento accanto al meno conosciuto frammento marmoreo di arco gotico decorato con una figura a rilievo di Trombettiere. Questo elemento, purtroppo solo in parte conservato, costituiva lo spigolo destro della cornice architettonica che doveva includere in origine la statua del sovrano. Nel Trombettiere Arnolfo, sfruttando magistralmente lo spazio tra l’imposta e la curva dell’arco, riassume il panneggio delle vesti e il semplice movimento del corpo in un unico segno di schietta matrice gotica.
Carlo I d’Angiò è raffigurato seduto su un faldistorio, trono pieghevole privo di schienale decorato con due protomi di leone. Indossa una lunga veste ed un ampio mantello originariamente dipinto di azzurro e decorato con i gigli dorati, colori ed emblemi della casa reale di Francia e d’Angiò. Sul capo ha una preziosa corona, solo in parte conservata, mentre nelle mani, prima che i restauri del tardo Quattrocento ne alterassero irrimediabilmente il modellato, impugnava uno scettro (o forse una corta spada) e il globo, simbolo del potere.
L’acutezza del ritratto e i perduti attributi regali indicano la chiara volontà del sovrano angioino di farsi rappresentare da Arnolfo, all’epoca al suo servizio, nelle vesti di monarca regnante più che di Senatore di Roma, in forme assolutamente innovative per l’ambiente artistico romano dell’ultimo quarto del Duecento.
La Statua di Carlo I d’Angiò, oggetto di un importante intervento di restauro nel 1981, perfezionato nel 2005 da Giovanna Martellotti, Cinzia Silvestri, Maria Grazia Chilosi e Doretta Mazzeschi della C.B.C. Conservazione Beni Culturali, è stata esposta nel 2005, insieme al frammento di arco con il Trombettiere, alla mostra fiorentina dedicata ad Arnolfo di Cambio. In occasione della mostra la statua è stata rimossa dalla sua collocazione novecentesca e opportunamente indagata in tutti i suoi aspetti.
Nella sala del Medioevo sono allestite altre opere che contribuiscono ad illustrare la storia del Campidoglio nel Medioevo. Alcune di queste, come le duecentesche unità di misura per l’olio, il vino e le granaglie (denominate Congi), documentano la presenza sul Campidoglio di un importante mercato nell’area compresa tra l’antico Palazzo Senatorio e la chiesa e convento di Santa Maria in Aracoeli; altre, come il pannello cosmatesco proveniente dallo smembrato pulpito dell’Epistola della chiesa di Santa Maria in Aracoeli, opera di Lorenzo di Tebaldo con il figlio Jacopo, illustrano la raffinata cultura dei marmorari romani tra la fine del XII e i primi del XIII secolo.
Il nuovo allestimento della Sala del Medioevo, ideato dall’architetto Francesco Stefanori, con la direzione scientifica di Claudio Parisi Presicce ed Elena Bianca Di Gioia, è stato realizzato anche grazie al contributo delle due società cinematografiche Cinebazar Inc. di Tokyo ed M-Cube di Roma.
I lavori di allestimento sono stati eseguiti dalla Società Meloni Fabrizio Srl; il trasporto e la movimentazione delle opere d’arte sono stati curati dalla Società Minguzzi Srl; i Servizi Museali sono di Zètema Progetto Cultura.

Per l’inaugurazione della Sala del Medioevo la Direzione dei Musei Capitolini ha curato, con la casa editrice Campisano Editore di Roma, la pubblicazione di un volume a stampa, in lingua italiana e inglese, che illustra le opere esposte.

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Donde
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Prensa

application/pdf Comunicato stampa (26,38 kB)

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